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GREGORIO SCILTIAN
Gregorio Sciltian,(Grigorij Ivanovic( ilītjan) pittore italiano, nasce a Nachic(evan', presso Rostov-na-Donu (Armenia), il 20 agosto 1900.
Appartenente da una famiglia benestante, il padre avvocato e la madre discendente di una ricca famiglia di industriali armeni, dopo aver terminato il liceo, si trasferisce a Mosca, dove continua gli studi classici al ginnasio Adolfi e inizia a dedicarsi allo studio delle arti figurative.
Tornato a Rostov, espone le sue prime opere, di carattere cubo-futurista in mostre collettive, ma nel 1919 lascia il paese natale, spaventato dalla Rivoluzione d'Ottobre, trasferendosi prima a Costantinopoli poi a Vienna, e Parigi.
A Berlino nel 1923 sposa Elena Boberman e, dopo il viaggio di nozze a Monaco, prosegue, inizialmente da solo, verso l'Italia, la sua "terra promessa", dove visita Napoli, Firenze e la Liguria, per stabilirsi con la moglie a Roma dove espone la prima volta alla Galleria d'Arte Bragaglia, presentato da Roberto Longhi.
A Roma Sciltian conosce diversi intellettuali italiani e alla Casa d'Arte Bragaglia vari pittori compreso Antonio Baldini, Antonio Donghi e Giuseppe Capogrossi, mentre a casa del pittore Nino Bertoletti incontra Giorgio De Chirico, con cui stringe subito amicizia.
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